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Indice
I. Funzioni del Manoscritto Medievale
II. Produzione dei Manoscritti
III. Struttura del Libro
IV. Tipologie del Libro
V. Manoscritti Miniati
Back to the previous subchapter            I. Commitenza artistica e Funzioni del Manoscritto Medievale
2.    L’uso dei Manoscritti
Note

A differenza di oggi, i libri medievali erano usati per vari e diversi propositi. L’aspetto ed il contenuto dei libri di questo periodo erano, infatti, determinati tanto dal tipo di uso che se ne intendeva fare, quanto, in particolare, dalle inclinazioni delle persone che avevano ordinato i medesimi. In generale, è possibile riconoscere otto diversi tipi di libri, a seconda dell’uso, e comprendendo anche i cambiamenti sopravvenuti, nei differenti momenti del Medioevo, in relazione alla raccolta di libri. Questi sono i seguenti: libri per i missionari, per gli imperatori, per i monaci, per gli studenti, per gli aristocratici, per i preti, per i collezionisti, e quelli comuni.

Il primo gruppo comprende i libri immediatamente più necessari per l’insegnamento cristiano a carattere illustrativo ed esplicativo (ovvero Bibbie, Vangeli, Salteri ed i loro commentari, insieme a libri contenenti suggerimenti pratici per i sacerdoti). Questi venivano usati per le attività missionarie come mostrato dall’esempio inglese dei secoli VII e IX d.C. Un passo successivo nella storia della produzione libraria è rappresentato dalla produzione di lusso di libri finemente decorati per re ed imperatori che venivano mostrati durante le cerimonie per guadagnare la pubblica ammirazione, in modo da aumentare il prestigio reale o imperiale fra i contemporanei. Parte dei tesori reali ebbero grande fortuna particolarmente fra VIII ed XI sec. d.C., essendo anche usati come doni diplomatici per regnanti di regioni lontane. L’epoca d’oro dei libri monastici, invece, si ebbe a partire dal XII sec. d.C., quando i monasteri rappresentavano pressoché il solo luogo in cui erano raccolti i volumi separati e commentati della Bibbia, dei Padri della Chiesa, i lavori dei classici e degli autori contemporanei, lavori scientifici e manuali di studio, le regole monastiche, Breviari, Salteri, Graduali, Antifonari ed altri libri per il servizio liturgico.

Il sorgere delle scuole cattedrali e delle Università nel corso del XIII sec. d.C., permise lo svilupparsi di nuove tipologie di libri: i manuali per la ricerca e l’educazione superiore. Gli argomenti trattati erano in sintesi i seguenti: trattati teologici, glosse e commentari della Bibbia, testi e manuali di giurisprudenza, poemi didattici, manuali di astronomia e di argomento naturalistico, libri di storia, e testi biblici uniformati e revisionati. La nuova pubblica domanda di libri, portò, di conseguenza, allo svilupparsi di una classe di mercanti di libri professionisti i cui centri principali di smercio si trovavano nelle città universitarie di Bologna, Padova e Parigi.

Se già con il XIII secolo si assiste alla comparsa di test a contenuto profano, nel secolo successivo, si ha una vera e propria esplosione di tale fenomeno: cronache di case reali, trattati morali, libri di ricette, storie di tornei, e romanzi cavallereschi. Queste tipologie ben si adattavano ad un pubblico di giovani nobili ai quali presentavano una serie di storie esemplari; quindi, tale letteratura è da considerarsi preminentemente educativa. In particolare, cadevano in questa classe tutti i libri a carattere romanzesco e cavalleresco, diari di viaggio, temi classici e vite di santi, specula, storie e cronache universali. Dal XIV sec. d.C. in poi, si diffondono i cosiddetti libri di modelli. Questi testi possono essere solitamente attribuiti ad un autore determinato essendo firmati e contengono raffinati e rifiniti disegni come se fossero prodotti per essere presentati a ricchi mecenati in modo da guadagnarne la stima ed il supporto per eventuali lavori specifici.

Per la devozione personale, i Libri delle Ore, assai popolari alla fine del XV secolo d.C., rappresentano l’esempio migliore. In tutta Europa se ne sono conservate numerose copie appartenute tanto alla popolazione normale quanto alla aristocrazia. I libri per i preti dovevano essere quelli usati comunemente da ogni collettività di villaggio nella loro parrocchia. Questi erano, come quelli dei monasteri, essenzialmente testi per il servizio liturgico e pastorale, e comprendevano: quelli per la celebrazione della messa, Bibbie, Breviari, Missali, Salteri, Graduali e nuovi manuali per l’istruzione del clero, trattati morali sui vizi e le virtù, libri penitenziali, raccolte di sermoni e nuovi manuali illustrati come la Biblia pauperum e lo Speculum Humanae Salvationis; e libri sulla partecipazione dei laici alla Passione di Cristo come la Imitatio Christi di Tommaso di Kempis.

Nel XV e XVI sec. d.C. il collezionismo di libri divenne una moda in conseguenza del risveglio dello studio dei testi classici da parte dei primi umanisti. Il loro entusiastico e ricco mecenatismo si rivolgeva principalmente ai testi degli autori antichi, libri di filosofia e scienza, lavori di letteratura e bibliofilia. Il risultato della loro attività è giunto fino a noi grazie al recupero delle loro biblioteche private, costituitesi sempre assecondando interessi specifici.

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