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Indice
I. Funzioni del Manoscritto Medievale
II. Produzione dei Manoscritti
III. Struttura del Libro
IV. Tipologie del Libro
        1. La Bibbia
        2. I Libri Liturgici
        3. Altre tipologie
V. Manoscritti Miniati
Back to the previous subchapter            IV. Le tipologie del Libro Medievale
  
Note

 


Questa sezione intende essere una semplice introduzione ai diversi tipi di libri medievali ed ai loro differenti aspetti più che uno specifico esame di tutti i modelli di libri esistenti.

1. La Bibbia

La Vulgata

 

La Bibbia è senza dubbio il libro più importante del Medioevo Europeo. Durante la Tarda Antichità e l’Alto Medioevo, erano in circolazione diverse traduzioni in Latino della Bibbia, e fra queste, quella maggiormente rimarchevole, era la Vetus Latina. Nel 404 S. Girolamo completò una nuova versione latina della Bibbia detta Biblia vulgata che divenne la traduzione più popolare nel corso dell’intero Medioevo latino. Deve essere comunque sottolineato che anche il testo di Girolamo poteva variare considerevolmente nei diversi manoscritti.

Fu soltanto a partire dall’epoca carolingia che la Sacra Scrittura ricevette la forma della moderna Bibbia (il Libro dei Libri), ovvero la collezione dei testi sacri in un solo volume. Prima di ciò, ed in alcuni casi anche in seguito, certi libri particolari della Bibbia venivano trattati, esposti e concepiti come volumi individuali, come è il caso dell’Apocalisse, dei Vangeli e dei Salteri. Assai popolari rimasero anche le edizioni separate di gruppi di testi fra loro in relazione quali, ad esempio, il Pentateuco, i libri della Sapienza, i Vangeli.

Bibbie in Volgare

 

Fra XI e XIII secolo appaiono le prime traduzioni della Bibbia in volgare tra le quali la più importante ed influente fu quella francese, realizzata alla metà del XIII.

Parti della Bibbia trattati come libri separati

Nel Medio evo il libro dell’Apocalisse o quello della Rivelazione erano spesso riprodotti separatamente, con il proprio apparato critico ed il proprio ciclo di illustrazioni. I manoscritti dell’Apocalisse trovarono ampia diffusione in special modo nella Spagna del X/XI secolo per diffondersi, infine, nell’intera Europa dal XIII secolo.

I quattro vangeli canonici erano raramente trattati individualmente ma, piuttosto, come un gruppo di testi. Il testo completo veniva spesso accompagnato da un introduzione come, ad esempio, le tavole canoniche di Eusebio e l’indice dei capitoli. A partire dal VII secolo i Vangeli contenevano anche il Capitolare.


 

I libri dell’antico testamento erano spesso riprodotti in gruppi, quali il Pentateuco (i cinque libri di Mosè) e l’Esateuco (i primi cinque libri più il libro di Giosuè).

Il Salterio era solitamente prodotto come libro singolo dovendo assolvere ad una funzione prettamente liturgica e non come libro di lettura.


 

Bibbie commentate

Il testo biblico era raramente riprodotto senza un commento. Già nel pieno Medioevo il lettore si aspettava di trovare accanto al testo sacro l’insieme dei commenti dei Padri della Chiesa e della più recente esegesi biblica, come guida alla lettura. Tale situazione comportò, a partire dall’XI secolo, che i manoscritti biblici iniziassero a prendere una fisionomia particolare secondo la quale le glosse ed i commenti alla Bibbia risultavano essere nettamente separati dal testo biblico vero e proprio.

I due tipi di Bibbia glossata maggiormente diffusi erano: la Glossa Ordinaria, così chiamata per il suo uso comune nel medioevo, e la Glossa Interlinearis. La Glossa Ordinaria – il tipo più avanzato di commento biblico a disposizione nel XII secolo – consisteva in nove o dieci volumi che contenevano libri della Bibbia, singoli o raggruppati, ognuno dei quali aveva le sue proprie annotazioni marginali lungo l’intero testo. Queste glosse sono citate da S. Tommaso d’Aquino come un’autorità incontestabile ed erano note come il commento, ovvero la glossa, per eccellenza. Fino al secolo XVII questa forma di esposizione rimase il commento biblico maggiormente utilizzato e fu soltanto gradualmente sostituito da lavori di esegesi maggiormente scientifici.

La Glossa Interlinearis, che fu lavoro di Anselmo di Laon (morto nel 1117), deve il suo nome al fatto che il commento veniva scritto tra una riga e l’altra, ovvero al di sopra del testo stesso della Vulgata. Dopo il XII secolo, il testo della Vulgata veniva fornito di ambedue i commenti, essendo la Glossa Ordinaria posta intorno ai margini della pagina, su entrambi i lati ed in testa di pagina, e la Glossa Interlinearis, invece, collocata fra le righe stesse del testo; in seguito, a partire dal XIV secolo, la Postilla di Nicola di Lyra e gli di Addenda di Paolo Brugense furono aggiunti ai piedi di ogni pagina.

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Concordanze Bibliche

Furono i frati Domenicani che, per facilitare il compito dei predicatori nella ricerca di citazioni nel corso delle omelie, a comporre le prime concordanze verbali della Bibbia. La prima concordanza biblica completa, tuttavia, fu eseguita nel 1230 sotto la direzione di Ugo di Saint-Cher. Questa non conteneva alcuna citazione testuale ed era un mero indice lessicale che indicava tutti i passi nei quali ricorreva una medesima parola. Al fine di renderla maggiormente efficace e pratica tre Domenicani inglesi aggiunsero fra il 1250 ed il 1252 le citazioni complete dei passaggi indicati.

La Bibbia illustrata

 

La sempre maggiore preoccupazione per l’educazione morale delle masse illetterate, fece si che, a partire dal XIII secolo, si sviluppasse un diverso tipo di commento alle Sacre Scritture. In questo caso il testo biblico veniva riadattato in una forma condensata e riassuntiva, comprensiva dello stesso commento, che prevedeva l’uso estensivo di illustrazioni creando, quindi, una vera e propria Bibbia illustrata. Esempi di ciò sono la Bibbia historiale, la Bible moralisée, e la Biblia pauperum, ovvero la Bibbia dei poveri.

La Bibbia Historiale è una narrazione biblica in prosa scritta in Francese da Guyart des Moulins e basata sulla sua traduzione in francese della Historia scholastica di Pietro Comestorio (1294) e sulla sopra menzionata traduzione in francese della Bibbia (1250). Questa era la Bibbia che la nobiltà laica doveva possedere.


 

La Bibbia moralisée è la versione latina della Bibbia illustrata. Essa è anche nota come la Bibbia historiée, Bibbia allégorisée, or Emblemi biblici. Scritta a partire dal XIII secolo, questa forma di esposizione biblica consisteva nella presentazione di brevi passaggi biblici e dei loro relativi commenti con lezioni morali o allegoriche. Queste ultime, di solito, enfatizzavano le connessioni fra gli eventi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Anche in questo caso, il testo era accompagnato da numerose illustrazioni.


 

La Bibbia dei Poveri consisteva in una serie di illustrazioni miniate o rilievi colorate a mano che illustravano i paralleli fra l’Antico ed il Nuovo Testamento che divennero estremamente popolari durante il Basso Medioevo. Letteralmente Biblia Pauperum significa Bibbia dei Poveri. Nel Medioevo, tuttavia, le bibbie della presente tipologia non portavano questo nome; questo fu, infatti, inventato dagli studiosi tedeschi negli anni trenta del XX secolo. Essi sostenevano che tali libri, tanto abbondanti in illustrazioni, fossero prodotti per l’educazione dei poveri illetterati sia laici che preti. Comunque, dal momento che tale produzione editoriale era pur sempre costosa si può al contrario ritenere che questi testi venissero prodotti per intrattenere nobili e chierici.

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